
Il concerto degli Spiritual Front che ha avuto luogo ieri sera all'Orion non è stato solo un live ma una vera e propria celebrazione: il ventennale di Armageddon Gigolo (2006-2026), l'album che li ha consacrati a livello internazionale. L'evento, nell'ambito delle serate Metamorphosis, è stato organizzato in collaborazione con il Black Out ed ha trasformato l'Orion in un tempio del decadentismo e del neofolk. In apertura, i Date at Midnight hanno scaldato il pubblico con il loro post-punk solido e cupo, preparando perfettamente il terreno per l'ingresso di Simone "Hellvis" Salvatori. Carismatico e magnetico come sempre, Hellvis ha guidato la band attraverso i brani iconici del capolavoro che ha saputo fondere neofolk, tango e pop mitteleuropeo. Simone ha confermato la sua incredibile presenza scenica: la sua voce graffiante e quel mix di nichilismo e ironia amara hanno reso brani come Jesus Died in Las Vegas e Bastard Angel dei momenti di pura intensità collettiva. La band ha suonato con una precisione chirurgica, mantenendo quel suono "cinematografico" (ispirato alle orchestrazioni morriconiane) che rende gli Spiritual Front unici, mentre sullo sfondo scorrevano le immagini struggenti di "Mamma Roma".
