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Underdog live @ Friccicore 21-2-26
21 Feb 2026
Friccicore Roma
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Underdog live @ Friccicore 21-2-26
Parlare degli Underdog e del loro sound non è mai semplice, perché non è solo musica, è una sorta di evento sonoro surrealista. Entrare al Friccicore il 21 febbraio è stato come varcare la soglia di un teatro musicale rivisitato in chiave underground. Il locale, con la sua estetica curata in chiave rivoluzionaria 2.0, ha fatto da cassa di risonanza perfetta per un gruppo che fa del "disordine organizzato" il proprio marchio di fabbrica.

Gli Underdog hanno confermato di essere una delle realtà più originali della scena musicale romana.
Il loro "Freak Jazz" è un frullatore impazzito dove finiscono ritmi sghembi e storti che tengono il pubblico in un costante stato di piacevole destabilizzazione.
Voci filtrate, urlanti, capaci di passare dal sussurro al grido espressionista in un battito di ciglia.
Il live è stato un viaggio sulle montagne russe: la band ha infatti la capacità rara di essere tecnicamente impeccabile pur dando l'impressione che tutto stia per esplodere da un momento all'altro. C'è del punk nel loro approccio, ma c'è anche una raffinatezza compositiva che ricorda le avanguardie newyorkesi degli anni '80.

In un'epoca di musica standardizzata, vedere gli Underdog in un locale di quartiere come il Friccicore ci ricorda che Roma ha ancora un cuore pulsante che batte fuori dagli schemi del mainstream.
Straordinario come la line-up degli Underdog riesca a creare un muro di suono così complesso e ritmicamente trasversale: la versatilità di Basia (voce/synth) unita alla spinta ritmica di Diego Pandiscia (che con il basso detta l'impalcatura "croccante" dei pezzi) e alla precisione chirurgica di Gianluca Catalani e Paolo Incani, rende il loro "Freak Jazz" un'esperienza fisica oltre che mentale.

La scaletta, suddivisa tra i loro brani più rappresentativi e quelli di recente composizione , delinea un equilibrio precario e tuttavia perfetto:
l'apertura con "Jackie the Priest" e "Mommy on the Sofa" ha subito chiarito le regole del gioco, vale a dire ironia e groove trascinante.
Il cuore pulsante del concerto è stata l'esecuzione del nuovo album "Cold Moon in Deep Water": brani come
"Silent Insect" e "Mirrors", nei quali le atmosfere si fanno più cupe e introspettive.
"Mean" e "Jungle Lemon Bomb": esplosioni di pura energia che hanno messo a dura prova le pareti del locale.
La cover di "B Line" dei Lamb dimostra quanto la band sappia destrutturare qualsiasi genere, in questo cado il trip hop, per renderlo proprio. Notevole anche la chiusura affidata alla title track dell'ultimo disco, un congedo onirico che lascia il pubblico con quel senso di sospensione tipico dei grandi finali.

È stata una serata densa, quasi "faticosa" per l'attenzione che richiedeva, ma estremamente gratificante e divertente. Grazie UNDERDOG!
Basia Wisniewska è una forza della natura: il contrasto tra i suoi synth e le linee vocali teatrali è il vero marchio di fabbrica del gruppo.
Diego Pandiscia non si limita a suonare il basso, ma offre una presenza scenica che concilia il caos sonoro con una struttura solida e oscura.
Catalani & Incani incarnano un motore ritmico e armonico che permette alla band di passare dal jazz al punk senza mai perdere un colpo.